ISORIZE raccoglie in un solo catalogo il patrimonio di un territorio — beni culturali, habitat, specie, sentieri — in schede strutturate: vocabolari controllati, metadati conformi agli standard europei, e la posizione di ogni elemento con la precisione con cui è stata misurata. Anche quando la precisione è poca, e va detto. Per soprintendenze, enti territoriali, comuni, enti gestori di aree protette e istituti di ricerca.
Un prodotto Lascott. I dati restano dell'ente, in formati aperti.
nuvola_di_punti ›un rilievo reale · 191.664 punti nel visore
un rilievo reale, non una scena disegnataritaglio 90 × 90 × 40 mcoordinate assolute rimosse
ISORIZE non è un GIS. È un sistema di schede con una geometria associata, e con i metadati che le rendono trovabili e riusabili fuori di qui: si compila, si valida, si pubblica, si condivide.
UN_TERRITORIO_MOLTE_LETTURE
Un territorio solo. Molte letture, che si parlano.
Non cinque archivi separati: la stessa scena letta dal dominio culturale, naturalistico, faunistico, escursionistico e conservativo — e le relazioni fra le letture registrate come dato, con tipo e verifica.
RELAZIONE_REGISTRATAPassa o clicca su una lettura: si accende il suo livello, e con lui le relazioni verso gli altri.BENE ⟷ HABITAT · il bene sta dentro il sito protettoBENE ⟷ SENTIERO · il sentiero porta pubblico accanto al beneFAUNA ⟷ BENE · la colonia vincola i tempi dell'interventoCONSERVAZIONE ⟷ BENE · la vegetazione degrada la pareteCONSERVAZIONE ⟷ HABITAT · l'intervento rispetta il vincolo naturale
Le relazioni fra le letture sono un dato registrato, non una nota in un campo libero. Chi cataloga solo il bene culturale non vede che il restauro ha una finestra stagionale; chi cataloga solo la fauna non sa che quella cavità è un bene vincolato.
PERCHÉ_ISORIZE
Perché non basta un GIS, un gestionale o un foglio di calcolo.
Chi cataloga il patrimonio di un territorio ha già provato le tre strade. Il foglio di calcolo accetta qualunque cosa e non ricorda nulla. Il GIS disegna benissimo e non ha una scheda. Il gestionale ha la scheda e non ha il territorio. E nessuna delle tre tiene insieme una chiesa rupestre, un habitat prioritario e l'osservazione di una specie, che invece stanno sullo stesso versante. ISORIZE nasce dal punto in cui le quattro cose si incontrano.
01
Un solo catalogo per tutto il patrimonio di un territorio.
Beni culturali, habitat, specie, sentieri: domini diversi, con campi e vocabolari diversi, dentro lo stesso impianto. Chi lavora sulla natura non deve adattare una scheda archeologica, e chi lavora sull'archeologia non deve aspettare che qualcuno costruisca un secondo sistema. Le relazioni fra i due mondi — un bene dentro un sito protetto, un habitat attraversato da un sentiero — restano registrabili perché stanno nello stesso posto.
02
Chi cataloga non deve diventare un tecnico GIS.
La geometria si aggiunge dalla scheda: un punto sulla mappa, le coordinate scritte a mano, o un file già pronto. Chi conosce il bene lo registra da solo, senza passare da chi conosce il software.
03
Il dato incerto entra, invece di andare perso.
Su un censimento reale la data esatta spesso non c'è, la posizione a volte è approssimativa, e certi campi non si sanno. Un sistema rigido li rifiuta, e quel che viene rifiutato finisce in un file a parte che nessuno ritrova. ISORIZE li accoglie dichiarati: quanto è precisa la misura, quanto siamo certi che il bene sia quello, e perché un dato manca.
04
Quello che vi consegnano non sempre è sano, e conviene saperlo subito.
Un ente riceve strati cartografici da studi, consulenti, campagne di anni diversi. Capita che un perimetro si auto-intersechi, che un poligono sia malformato, che un elemento cada fuori dall'area di lavoro. ISORIZE lo controlla quando il dato entra e dice perché una geometria non è valida, invece di ingoiarla e restituire l'errore a qualcun altro fra due anni. È il contrario della sezione qui sotto, e le due cose stanno insieme: l'incerto si accoglie dichiarandolo, il rotto si riconosce e si segnala.
05
Gli standard sono già nella scheda, non un lavoro da fare alla fine.
I campi portano i nomi che gli standard usano, i vocabolari sono controllati dal primo inserimento, e ogni insieme di dati porta con sé i metadati che INSPIRE e ISO 19115/19139 chiedono — compresa la genealogia, cioè da dove viene e che cosa gli è stato fatto. Non c'è una conversione finale da preparare, e quindi non c'è il punto in cui si traduce e si sbaglia.
06
Ogni scheda risponde di sé.
Si sa chi ha scritto che cosa e quando. Le revisioni non si sovrascrivono, e una versione già pubblicata resta consultabile ed esportabile anche mentre se ne prepara una nuova. Quando arriva un controllo, la risposta non va ricostruita a memoria.
LA_PIATTAFORMA
Quello che serve davvero a un censimento del territorio.
Ogni funzione qui sotto esiste già. Nessuna promessa di calendario.
Anteprima dell'interfaccia: una scheda di catalogo si compone campo per campo — denominazione, stato di conservazione su scala graduata, classe di precisione, affidabilità della localizzazione — il punto compare sulla mappa e lo stato della scheda avanza da bozza a registrata a pubblicata.
ISORIZEEnte di esempio
DENOMINAZIONECappella rurale(dato di esempio)
STATO_CONSERVAZIONE_GENERALEbuono
CLASSE_PRECISIONE
RTK ≤ 5 cm
AFFIDABILITA_LOCALIZZAZIONEalta
BOZZA→REGISTRATA→PUBBLICATA
CRS EPSG:43261:10.000142 schede · 12 senza posizione
L'interfaccia reale, con dati di esempio: la scheda si compone, il punto compare, lo stato avanza fino a PUBBLICATA.
Il vocabolario giusto per ogni dominio, già dentro.
I campi portano i nomi che gli standard usano — quelli della catalogazione per i beni culturali, quelli di Natura 2000 ed EUNIS per habitat e siti protetti — senza traduzioni di comodo. Ogni dominio ha i suoi vocabolari controllati, e chi è autorizzato ne estende uno dal back-office quando serve una voce che non c'era: non si tocca il software, e i termini non si cancellano, si deprecano.
La posizione arriva con la sua precisione.
Si disegna sulla mappa, si scrivono le coordinate a mano nei due sistemi con conversione immediata, o si importa un file. Ogni geometria porta la classe di precisione con cui è stata ottenuta e, quando c'è una quota, il sistema altimetrico che la rende interpretabile.
Non si pubblica per sbaglio.
La scheda avanza per stati, e chi la fa avanzare deve poterlo fare: il controllo è sul server, non nell'aspetto dei pulsanti. Il percorso di validazione si sceglie per dominio: essenziale, oppure con il passaggio del responsabile scientifico.
I moduli si compongono sul progetto.
Un dominio tematico è un modulo: ha le sue schede, i suoi vocabolari, i suoi permessi e le sue regole di validazione, e si attiva solo se serve. Un ente che gestisce un'area protetta accende natura, habitat e sentieri; una soprintendenza accende i beni culturali; chi ha bisogno di entrambi li tiene nello stesso catalogo. Ogni progetto ha la propria configurazione, e i dati di un ente non sono raggiungibili da un altro.
Beni culturaliNatura e habitatFauna e specieSentieri e fruizioneDocumentazione digitale
I moduli si concordano progetto per progetto.
Si entra per invito, e ogni accesso lascia traccia.
Nessuna registrazione autonoma: l'account nasce da un invito, con il ruolo e i domini già decisi. Autenticazione a più fattori per tutti, permessi verificati sul server, e i backup si collaudano ripristinandoli.
Si può sempre tornare a leggere che cosa c'era.
Ogni modifica è una riga in più, mai una riga cancellata. Nessun record di catalogo viene distrutto, e un dato già consegnato resta riproducibile anni dopo.
GLI_STANDARD
Il dato nasce già interoperabile.
Non sono sigle da mettere in fondo a un capitolato. Sono il motivo per cui i vostri dati parlano con quelli di chiunque altro — oggi, e fra dieci anni.
INSPIREDati territoriali europei
La direttiva europea che rende confrontabili i dati territoriali di amministrazioni diverse. I temi che vi riguardano ci sono tutti: siti protetti, habitat e biotopi, distribuzione delle specie, regioni biogeografiche.
ISO 19115 / 19139Metadati geografici
Ogni insieme di dati porta con sé la propria carta d'identità: titolo, abstract, parole chiave, responsabile, sistema di riferimento, estensione nello spazio e nel tempo, qualità, condizioni d'uso, e la genealogia — da dove viene e che cosa gli è stato fatto. È ciò che distingue un dato riusabile da un file.
OGC — WMS, WFS, WMTSServizi cartografici standard
I vostri strati si consumano dove già lavorate: QGIS, ArcGIS, un portale cartografico, il sistema di un altro ente. Servizi standard, non un formato da convertire ogni volta.
RNDTNodo nazionale italiano
I metadati sono già nella forma che il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali si aspetta. Pubblicare sul nodo nazionale non è un lavoro da ricominciare da capo.
Natura 2000Siti protetti europei
Codice del sito, tipo di designazione, relazione fra l'elemento catalogato e il sito: campi della scheda, non annotazioni in un campo note. Chi deve rendicontare su un sito della rete trova il dato già nella forma giusta.
EUNISHabitat europei
Gli habitat si nominano con la classificazione europea, la stessa che usano l'Agenzia europea dell'ambiente e i rapporti di monitoraggio. Un habitat chiamato con il proprio nome è un habitat confrontabile.
Darwin Core / GBIFOsservazioni di specie
Il vocabolario con cui il mondo scambia dati di biodiversità. Un'osservazione registrata così è pubblicabile e citabile senza rimappare niente, e il lavoro dei vostri rilevatori esce dal cassetto.
ICCDSchede di catalogo
Per il patrimonio culturale i campi seguono la struttura delle schede di catalogo, con i nomi conservati e nessuna rinominazione di comodo: è quello che rende il dato leggibile da chi quelle schede le legge per mestiere.
ISORIZE è costruita su questi standard. Quali servizi e quali esportazioni attivare si concorda progetto per progetto.
IL_DATO_INCERTO
Un campo che non si sa non è un campo sbagliato.
«I dati non sempre si riescono ad avere precisi. Anzi, quasi mai.»Chi ha fatto un censimento sul campo lo sa.
Una data che la fonte dà per stagione o per decennio non si forza in un calendario: si registra come la fonte la dice, e la trascrizione resta quella che vale. Un valore che nessuno ha misurato si dichiara non misurato — e si vede che è diverso da un valore basso. La precisione, quando c'è, si scrive accanto al dato invece di essere presunta. Non è permissività: è la differenza fra un catalogo che si può rileggere e uno che ha rifiutato metà del lavoro di chi era sul posto.
STATO_CONSERVAZIONE_GENERALEdiscreto
Misurato. La scala graduata dice quanto, l'etichetta del vocabolario dice come.
STATO_CONSERVAZIONE_GENERALEnon determinabile
Dichiarato non saputo. Il tratteggio dice «non misurato»: non è zero, non è un errore, e la scheda non sembra rotta.
DATAZIONE — come la dice la fonte«campagna 2018-2019»
Trascritto. La fonte resta quella che vale. La forma normalizzata, se serve per cercare, si affianca — non sostituisce.
NUVOLE_E_MODELLI_3D
Il rilievo si guarda dove sta la scheda.
Le nuvole di punti si aprono nel browser, senza installare niente, sulla stessa mappa delle schede: una alla volta, dalla scheda a cui appartiene, oppure più nuvole insieme per capire come un'area è fatta e come le sue parti si tengono. Ogni nuvola si colora per l'attributo che serve a chi la sta guardando — il colore del rilievo, la quota, l'altezza sul terreno, la classificazione, l'intensità, il numero di ritorno — perché un archeologo e un forestale non cercano la stessa cosa nello stesso file. I modelli 3D si aprono accanto alla loro scheda; se sono georiferiti, si posano sulla mappa al loro posto, e si annotano: un clic ancora una nota a un punto preciso del modello, con il termine di vocabolario che le dà un nome.
Colora per
trascina per ruotare
ANNOTAZIONE_3D · ancorata a un puntoErosione superficiale alla base del muro(dato di esempio)vocabolario · degrado: erosione
1si indica un punto sull'asset
2si scrive la nota e si sceglie il termine dal vocabolario
3il marcatore resta ancorato alla coordinata mentre la scena ruota
colori del rilievo: quelli che la fotocamera ha visto
Quotadal basso verso l'alto
suolovegetazione bassaedificatoaltre classi
Chi carica deposita il file e basta: la copia leggibile in rete la prepara la piattaforma, e il file originale non viene mai riscritto. Se il rilievo porta quote, la piattaforma chiede quale sistema altimetrico usa — quote satellitari e quote della cartografia nazionale differiscono di decine di metri, e un file che non lo dichiara si posa alla quota sbagliata.
Si conferiscono nuvole in LAZ 1.4 / COPC e modelli in glTF 2.0 / GLB. I requisiti dei file sono scritti, e la piattaforma li verifica al caricamento.
BENI_SENSIBILI
La coordinata precisa non esce per distrazione.
Un sito vulnerabile si protegge dove il dato lascia la piattaforma, non nascondendolo a chi ci lavora.
Dentro, si vede tutto. Chi lavora al progetto vede la coordinata vera, con un lucchetto sul marcatore che ricorda come quel bene esce. Nascondere la posizione a chi l'ha misurata non protegge nessuno: rende solo il lavoro impossibile.
Ai confini, esce un cerchio. In export, nelle API e su qualunque mappa pubblica, il bene sensibile esce come un cerchio centrato su un nodo di griglia — mai attorno al punto vero, perché il centro di quel cerchio sarebbe di nuovo la coordinata da proteggere. Il passo della griglia lo decide chi amministra il progetto.
L'eccezione resta scritta. Esportare la coordinata precisa è una scelta a parte, richiede un permesso dedicato e finisce nel registro: non si vieta, si registra.
Vista interna: la coordinata vera, con il lucchetto che dichiara il bene sensibile.
I_VOSTRI_DATI
I dati sono dell'ente. Anche dopo.
ISORIZE si adotta su progetto, e si può lasciare. Quello che è stato inserito esce in formati aperti e autoconsistenti — un file che porta con sé il suo significato, non un dump che ha bisogno del nostro software per essere letto — e con i suoi metadati, perché un dato senza la propria carta d'identità è un dato che fra cinque anni nessuno saprà più leggere. Le assenze dichiarate escono come assenze, e non diventano posizioni inventate. Nessuna scelta della piattaforma crea una dipendenza per accedere a ciò che è vostro.
IL_TEST_DI_CONSEGNA, ALLA LETTERA
Il pacchetto di consegna si apre in QGIS. Senza ArcGIS, senza ISORIZE, senza assistenza.
È un criterio di accettazione del prodotto, non uno slogan: ogni consegna si verifica così.
DIMOSTRAZIONE
Il modo più rapido è vederlo sui vostri dati.
ISORIZE si adotta su progetto: si parte dai dati che l'ente ha già — un censimento in un foglio di calcolo, uno strato cartografico, schede su carta — e si prepara una dimostrazione su quelli. Bastano pochi record per capire se il metodo vi convince. Telefonateci e ne parliamo.
Grazie. Abbiamo inoltrato la richiesta a chi se ne occupa e vi abbiamo mandato una conferma via email. Se non la trovate, guardate fra la posta indesiderata.